Spesso mi capita di girare per sentieri, guadar torrenti e tuffarmi nei boschi a folle velocità in sella alla mia adorata bici, Cleopatra.
Uno degli inconvenienti di questa mia temerarietà sono senza ombra di dubbio le forature delle camere d'aria. Accettabile conseguenza non è poi la fine del mondo, "non c'è rosa, senza spine" se poi son more o lamponi poco cambia, ora che ho la soluzione!
Foratura in bici
Anni nei campi chino sulle meccaniche spoglie della mia bici, addio. Niente ferirà più le tenere carni della mia camera d'aria. Ora che ho la soluzione.
Il cambio della camera d'aria
Sono ormai passati ben sei mesi da quando ho inserito all'interno del copertone già foderato da fasce anti foratura, le camere d'aria auto-riparanti.
camere d'aria auto-riparanti
Queste contengano all'interno una miscela liquida di silicone che , in caso di foratura , fuoriesce seccando al contatto con l'aria e riparando il buco. Per la riparazione , quindi, basta levare la spina e aspettare qualche minuto per fare lavorare questa bellissima idea che mi ricorda molto la cicatrizzazione delle ferite sui nostri corpi e sembra quasi viva la bicicletta.
Sezione della camera d'aria
Passati i minuti necessari controllate la pressione della ruota, e gonfiatela, dove necessario. Questa buona soluzione non costa neanche più del necessario. Il successo delle camere d'aria auto-riparanti ha fatto si che i prezzi siano diventati piuttosto abbordabili e reperibili in tutti i negozi specializzati.
Quindi, ricapitolando, meno limiti per la vostra bici e più sicurezza per voi, buona pedalata !
Nel diventare un ciclista ci sono degli accorgimenti da tenere in considerazione per trovare una buona pedalata. Una bici regolata male e una cattiva postura possono essere un serio impedimento fra voi e la vostra voglia di fare.
Paolo Bettini vittorioso ma con il sellino sbagliato
Vedremo in questo post come muoversi nella scelta di una buona sella e come procedere nella sua regolazione.
L'impatto con le vostre chiappe è inevitabile! Specie agli inizi si ha come la tendenza a sedersi con tutto il peso del corpo su di un sellino, spesso mal regolato, con la inevitabile conseguenza di vedervi camminare nei giorni seguenti come un burattino.
Questo esilerante spettacolo, per un ciclista come Brunello, è il ricordo di tempi andati. Esso ha ben chiaro quale sia la causa del vostro problema e nonostante l'allegria che gli porta la vostra camminata, proverà ad aiutarvi.
Personalmente credo che la bici senza sella, sostenuta da un paio di cosce adeguate, riveli una pedalata molto più naturale, vuoi per la postura migliore, vuoi per quello che, di conseguenza, diventa un più completo allenamento.
Proprio in questi giorni riflettevo sul fatto di come ormai per me , il sellino, sia quasi un optional, un punto di appoggio, più che una comoda seduta dove rilassarsi.
Questo perché con il tempo ho cambiato la mia pedalata, ho chiesto consiglio, e sulla base di quelli che sono i principi dello spinning resto il più possibile ritto sui pedali, aggrappato alle appendici dei manubri regolate per permettere alla schiena di stendersi completamente.
Così facendo alleno anche il tronco superiore del corpo , braccia spalle e dorso, le varie buche o terreni scomposti che incontro vengono ammortizzati dalle ginocchia semi piegate, salvando così il mio sedere, riesco anche a rinforzare braccia e spalle.
Che questa pedalata sia possibile ne è testimonianza stessa la medaglia di bronzo vinta dal nostro Marco Fontana durante le Olimpiadi a Londra 2012, senza sella causa una rottura è riuscito a salire comunque sul podio al traguardo.
Esistono diverse selle in commercio, sapere da subito quale sia il tipo più adatto per voi è pressoché impossibile; ci sono donne che preferiscono quelle da uomini, e uomini che preferiscono quelle da donna, talvolta, c'è anche chi il sellino, lo leva del tutto... come l'olimpionico Fontana, appunto, o il ragionier Ugo Fantozzi!
Esempi di sellini per bicicletta
come regolare l'altezza del sellino
Una volta trovato il sellino più adatto è bene procedere nella sua esatta regolazione.
Levate le scarpe e mettetevi in piedi con la schiena appoggiata al muro. Distanziati i piedi di dieci centimetri e posizionate un libro orizzontalmente, con la parte della costola rivolta.. verso le vostre più intime carni, femminili o maschili che essi siano.
A questo punto prendete la distanza che parte dalla costola superiore del libro fino a terra ed avrete così ottenuto la misura del cavallo, un importante riferimento anche per la scelta di un telaio, un valore che un ciclista dovrebbe tenere impresso sempre nella mente.
Moltiplicando questo valore per 0,883 avremo così a disposizione l'altezza ottimale secondo i principi stabiliti da Greg Lemond e Bernard Hinault.
Questa distanza si misura partendo dal centro della sella fino ad arrivare al perno del movimento centrale dei pedali.
Greg Lemond e Bernard Hinault felici alla fine del tour de France
sono ormai sicuri di avere trovati il giusto coefficiente.
La salvezza delle loro terga è la verifica delle loro teorie.
Per regolare l'inclinazione è buona norma , specie nei maschietti, tenere più alta la parte posteriore della sella rispetto al becco per evitare di andare a fare pressione nella zona perianale. Le discussioni in merito sono svariate, c'è chi è convinto che la bici porti a complicazioni riguardanti la prostata... ma io credo che sia nell'approccio stesso alla fatica, la risoluzione del problema.
Non adagiatevi troppo su questa comunque scomoda seduta e se lo chiamate "sport" non siate li per poltrire, al limite se volete usare la bici solo per "farvi dei giri" prendete in considerazione le selle ammortizzate; ideali per comode giratine senza troppo impegno, personalmente... le adoro.
Sella Ammortizzata
Dall'obbiettivo che volete perseguire parte la scelta di una buona sella, buona pedalata e occhio al B-Side!!!!
I freni più in uso sono quelli scientificamente chiamati "freni a cantilever" hanno seguito la mia infanzia fin dalla prima bici a rotelle! Ricordo la morsa di questi due "fratelli gommosi" nella stretta linea della lamiera del cerchione. La semplice funzionalità di questo meccanismo ha accompagnato le mille frenate della mia vita, ne è testimonianza dell'efficacia, la mia stessa sopravvivenza ai giorni d'oggi.
I pattini di frenata se induriti dal tempo o cotti dal sole, si trasformano in pezzi di pietra arenaria, che non fa una buona presa sul cerchione. Personalmente uso comprimerli con l'unghia, nella loro massa gommosa, per controllare se sono ancora buoni, è un gesto che mi piace, mi ricorda la mia infanzia.
Queste meccaniche hanno il vantaggio di essere economiche e leggere. E' il primo freno che si incontra nella vita, ed è così per un motivo, vanno bene per escursioni sotto il sole e nelle gite fuoripista, ma si rivelano totalmente inopportuni nel fango, sotto l'acqua, su terreni rocciosi o accidentali. E' un passaggio inevitabile, per un ciclista in crescita, l'opportunità di passare ad un sistema frenante a disco , idraulico o meccanico. E' ancora vivo nella mia mente il ricordo di quel tornante nella tempesta nei pressi di Vinci, dove mi accorsi dell'inefficacia dei pattini, sul cerchione sporco di fango. Il lento scivolare della bici a valle, si risolse con una caduta di salvataggio sul terreno fangoso di quella bella campagna toscana.
Seduto nella melma, guardavo il paesaggio della cipresseta negli effluvi della pioggia a strapiombo sotto di me, mi resi conto che la bici regalata da mia nonna non era più al passo delle mie ambizioni. Era ora di farla entrare nella "Hall Of Fame" del mio garage incasinato. Era ora di comprare una nuova bicicletta.
Bici Old School e Freni a Bacchetta
Pattini di frenata da MBK
Regolazione dell'inclinazione del pattino di frenata