sabato 30 giugno 2012

Seconda Tappa e.. "mezzo".. Zarautz- Zumaia.. Fuga dal temporale

Vedo la lenta migrazione della gente che fino a pochi minuti prima era sdraiata a prendere il sole. Vanno tutti a casa, dopotutto l'ora di pranzo è vicina, dopodiché.. l'immancabile sonnellino, la famosa "Siesta".
Dovrete sempre fare i conti con la Siesta, che anche nei paesi baschi, è quasi un istituzione religiosa.
Tutto chiude, i gestori vi buttano fuori dai locali, oppure , vi guardano come alieni, se solo provate a varcare la porta della loro "tienda" (negozio in spagnolo) all'ora di chiusura.
Non c'è se, non c'è un ma.. La mia preoccupazione aumenta con le prime gocce d'acqua che mi cadono sul casco: "non ho una albergo, e ora, dove vado?".  Ho preso la carrettera che scorre lungo la bella costa, su questo mare che ribolle di onde oceaniche, niente a che vedere con il placido Mediterraneo.  Qui il tempo cambia in un secondo. Come potete vedere nelle foto, il sole del mattino ha lasciato posto al temporale in nemmeno un ora.
Questa volubilità del tempo mi ricorda l'Irlanda, specie quando comincia a cadere tutta intorno a me una fitta pioggerella, tipo vapore acqueo, che ti entra nelle ossa, e che può durare anche mesi, durante l'inverno.
Decido di fare una pausa a Getaria, un bellissimo borgo che scende verso il mare, sovrastato da il "topo", così chiamano i suoi abitanti il monte San Antòn.
Da questo borghetto di quasi duemila anime mi faccio rapire fino a che non smette di piovere. Visito il porticciolo e le sue strade sepolte fra case antiche di pescatori, bellissima la chiesa gotica di San Salvador.


In Bici sul cammino del Norte con Brunello
Il "ratton" sguazza in mare

Sul cammino del Norte con Bici Brunello

Getaria vista dal porto.. la bella Iglesias de San Salvador

Sul Cammino del Norte con Bici Brunello
Una delle due strade principali di Getaria

In paese trovo un alimentari che vende roba buona per il ciclista.. Mandorle, cioccolata, latte.. Tenete sempre in conto di mangiare, altrimenti non si parte, ne si arriva da nessuna parte, la scalata di un monte , da queste parti, è sempre dietro l'angolo.
Riparto che sono le due ormai passate, parlando con un signore, scopro che il prossimo Albergue è a solo sei chilometri e , sentite bene, si tratta di un Albergue specializzato per il pellegrino ciclista!!

Riparto sotto un cielo che ancora non si decide sul da farsi, e così poi sarà anche nei prossimi giorni, ma niente paura, il ciclista con il tempo nuvoloso ha la vita più facile, anche il poderoso vento Basco si ferma, negli attimi prima e dopo un temporale, la strada scorre bene lungo la costa, non c'è troppo traffico, e, prima che me lo aspetti, costeggio la bella spiaggia di "Santiago" che scorre proprio di fianco alla carrettera N-634 che mi accompagna. Ormai sono a Zumaia, una bella cittadina attraversata dal fiume Urola. Questo posto è famoso per le sue conformazioni calcaree sulla costa, spaccata, strappata dalla deriva dei continenti da chissà quale altro paese nel mondo, la roccia nuda, come enteriora, emerge dal verde dei prati, fino a sprofondare nel mare.


Sul cammino del Norte con Bici Brunello
Villa Luz Aterpetxea
Julio Beobide Ibiltokia 3
20750 Zumaia (Gipuzkoa)
Tel: 680 366 154 / 606385144
IL MIGLIORE
ALBERGO DEL PELLEGRINO A ZUMAIA


Una signora passa e mi prende in giro , mentre guardo attento la mappa presa all'ufficio informazioni.
"Guarda di non perderti a Zumaia"!
Poi mi accompagna fino al mio Albergo , dove trovo il benvenuto fraterno di Juan, che mi fa scegliere la camera che preferisco, un dormitorio ben tenuto,  in questa vecchia casa di famiglia, che lui usa per accogliere i pellegrini.
Conosco la moglie, persone semplici, genuine, mi fa la registrazione al prezzo del solito "donativo". Qui si mangia e si beve vino con tutti i pellegrini, che arrivano poco a poco, poi, tutti assieme a parlare del mondo, la sera, come se ci conoscessimo da sempre. Mangio una delle più buone Paella della mia vita, mah forse sarà la fame che mi solletica l'appetito, ma tutto è perfetto in questo garage, adibito a ristorante. Si ride, si scherza, sembra d'essere in quella vecchia barzelletta che diceva:

"c'era un francese, un tedesco e un italiano.."

Sul cammino del Norte con Bici Brunello
Sui marciapiedi di Zumaia non serve poi l'ombrello

video













venerdì 29 giugno 2012

Seconda Tappa Donostia-Zarautz


video

sul Cammino del Norte con Bici Brunello
La Playa di Donostia....

Bella panchina che guarda l'isola di Santa Clara a Donostia
Dopo una tappa così impegnativa mi sono rifugiato nella bellissima Donostia per ben due giorni. Se siete bravi, fatevi voi prendere dalla frenesia con una spiaggia deserta, long drink a buon prezzo e una città che vi aspetta con il sorriso. I pellegrini fedeli al loro calendario, mi hanno superato, e sono rimasto a Donostia il 15 di Giugno ad organizzarmi le tappe successive e a comprare le ultime cose per il viaggio.
Il centro di Donostia offre un po di tutto a buon prezzo, quindi vi consiglio di comprare qui direttamente cose come asciugamani, ciabatte, saponi vari, trucchi, parrucche, baffi finti... e tutti i vostri "indispensabili oggetti"che vi potrebbero pesare nella prima tappa.

cammino del Norte con Bici Brunello

La mattina dopo parto dall'Albergue del pellegrino di Donostia per la strada che porta a Igeldo. Non provate neanche a seguire il percorso del pellegrino in questa prima parte della tappa. E' la stessa ostellante a raccomandarsi caldamente, e questa volta, rinuncio a fare di testa mia, sento che ha ragione. Proseguo quindi tranquillamente su questa bella salita in direzione Orio, senza troppe macchine, forse perchè è anche sabato mattina. La corsia sulla destra è larga abbastanza per passare con un risciò, altro che le strette strade dove rischio la vita, a casa mia.
Qui poi sono tutti estremamente civili al volante, e non mi è quasi mai capitato che mi facessero "il pelo" come in Italy. Talvolta attendano pazientemente lo spazio necessario per superarmi, mentre io, andando tranquillamente, nel bel sole del mattino, mi trovo di nuovo davanti le frecce gialle del cammino e qualche pellegrino che le segue speranzoso. Li saluto con il solito: "Buon Camino!", che suona quasi come una presa di giro alle loro, reali fatiche, in questa parte. Sono già tutti rossi in volto, la parte che ho saltato doveva essere davvero dura, ma adesso è ora di rituffarsi nel cammino originale e, superato il monte Igeldo, mi mescolo al loro percorso, fra strade scoscese e vallate dove è necessario andare avanti a piedi.
Il paesaggio è come al solito fantastico, incontro i soliti animali, lasciati liberi di scorrazzare. Per proseguire nel cammino talvolta è necessario aprire dei cancelli, ma richiudeteli, se non volete combinare un gran casino con le vacche che vi girano intorno.

Cammino del Norte Bici Brunello
Verso Monte Igeldo da Donostia
Bici Brunello pone il timbro
Brunello pone il timbro dopo il Monte Igeldo...
... e ritorna sul sentiero originale..
Ura Ona Cammino del Norte
... Dove c'è l'acqua bona.. anzi .. L'Ura Ona!!!

in Cammino con Bici Brunello
Cammino dopo Monte Igeldo

Cammino del Norte con Bici Brunello
Pellegrino all'orizzonte!




Sul cammino del Norte con Bici Brunello
Muuuuuuu Pellegrino!

Hiiiihiiiii Pellegrino!
Cammino del Norte
O pellegrino.... Pedali o fai foto??
In viaggio con Bici Brunello
Più che una bici, urge un trattore!

Dal 14° chilometro in poi dovete tenere gli occhi ben aperti. I cartelli indicano chiaramente quale strada è per i pellegrini e quale per le biciclette. La strada asfaltata è comunque bellissima, e qui sono tanti i ciclisti che vengono ad allenarsi da tutta la regione. Ci si saluta con uno: "Yeppa", ho imparato qua, vivendo. In basco non vuol dire niente, ma la gente di queste parti lo usa come un grido di incitazione, una estemporanea manifestazione di gioia, esclamazione che viene spesso accompagnata da un sorriso fraterno. Meglio evitare di salutare con "Hola", al limite optate per un globalizzato "Hello".

Seguendo la strada si arriva ad Orio. Un bel molo sul fiume che sfocia nel mare, vi da il benvenuto. Se lo si percorre tutto fino al mare può capitare di incontrare i ragazzi della scuola di remo che si allenano su queste placide acque. Consiglio una pausa in questa oasi di pace, prima di proseguire nell'interno, in cerca del ponte che vi porterà dall'altra parte, in direzione di Zarautz.

video

Cammino del Norte Con Bici Brunello
Faro di Orio
Sul molo ad Orio
Dopo una bella salita sui duecento metri fra terreni coltivati a vigna raggiungerete la vetta nei pressi di Talaimendi (circa 19° Km) , e la discesa sarà vostra fino a Zarautz. Tranquilla località di mare dove vengo fermato dalla polizia per il passaggio di una corsa... ciclistica.
Impossibilitato a proseguire mi siedo e mi godo lo spettacolo di questi ciclisti baschi, e del tifo genuino di questa gente, che ha entusiasmo da vendere e vive ogni evento come un occasione per fare un po' di sano baccano.

Gara ciclistica a Zarautz
sul cammino del Norte con bici brunello
Zarautz e le nubi in arrivo
Mi reco al punto informazioni di Zarautz, dove trovo una furbetta che non mi vuole dire dov'è l'economico albergue del Pellegrino, ma che invece spende molte parole per indirizzarmi verso le pensioni a disposizione negli immediati paraggi.
Essendo ben consapevole che gli Albergue del Cammino, in questo periodo, sono pressoché deserti, la saluto con uno sguardo di compassione e vado al supermercato per annegare in un mezzo litro di Yogurt alla Fragola il dispiacere di incontrare certa gente nel mondo.
In compenso il tempo peggiora, la gente scappa dalle spiagge, sarà l'ira del cammino per questo affronto al pellegrino Brunello? Non so, comunque rischio di esserne vittima io stesso. Quindi decido di proseguire, ho ancora benzina nel motore, e punto a spostarmi da questa cittadina senza storia che,  bella spiaggia libera a parte, sembra fatta per spillare quattrini alla gente.... pare marina di pisa, e mi dileguo.


Il tempo grigio all'orizzonte mi nasconde il sole adesso, l'oceano si infrange sulle scogliere a strapiombo sotto di me.
Senza il caldo vado meglio, ma in questa lotta contro il tempo, so che il traguardo potrebbe essere sotto il temporale. Proseguo, incurante del pericolo, mi affido ancora all'istinto e penso guardano l'acqua che già cade lontana sulla cima del monte:

"Vai avanti Brunello, punta dritto al tuo cammino"


giovedì 28 giugno 2012

Prima Tappa Irun - Donostia (San Sebastian)

in bici sul cammino con la guida gratuita del punto info
Guida gratuita "The Northern Way To Santiago" donata dall'ufficio turistico di Irun
Mattina presto, protetto dai tappi nelle orecchie che mi hanno salvato dalla marcia dei marsigliesi ospiti nell'albergue di Irun,  sento la sveglia in lontananza.
Sembra un ricordo, sono anni che non mi sveglio a quest'ora, ma è necessario, il caldo alle undici del mattino è già opprimente, e conviene sempre trovarsi in marcia prima delle nove.


Sono le cosce che mi portano da sole nella mia tutina nuova, è ora di partire con destinazione Donostia, preparo la borsa e vado giù a fare colazione. Niente male il buffet, massima scelta e cereali a sfare, su tutti trionfano i miei amati fiocchi di mais al cioccolato che, nonostante il latte caldo, hanno sempre un buon effetto sull' umore di questo Brunello, che è prima di tutto un goloso, oltre che un ciclista.

Mi metto in strada che sono gasato di brutto, la guida presa gratuitamente all'ufficio turistico mi indica la strada, ma tengo sempre alta la concentrazione, in cerca delle frecce gialle che segnalano il cammino.

Pedalo come se non ci fosse un domani! Non solo per per la gaia spensieratezza che mi ha portato l'entusiasmo, ma anche perché mi fermo spesso, non curante del tempo.  Vuoi per sistemare meglio la bici e le borse che si muovono, vuoi perché gli scenari che mi si presentano davanti sono spesso mozzafiato. 


Da Irun (la piazza centrale dove c'è Calle de Luis Mariano) proseguo per Paseo del Colòn in direzione Stazione. Dopo una grossa rotonda, si riconoscono già le prime indicazioni. Entro in una strada di campagna che piano piano diventa sterrata, dura e piena di insidie. Il sole però mi accarezza nel suo tepore mattutino e arrivo alla Madonna Nera di Guadalupe (ad Irun ce ne sono addirittura quattro) dopo poco più di un ora. 
Dopo una breve sosta a bere alla fontana della chiesa,  mi accorgo del cielo meraviglioso che mi fa da tetto, e so che ne è valsa la pena. In questo primo tratto ho avuto qualche problema per via della salita ripida che ho dovuto affrontare subito all' inizio, il terreno fangoso per via della pioggia dei giorni precedenti pare colla.
Per fortuna scambio due chiacchiere con Miguel, un pellegrino spagnolo che conosce molto bene il cammino. Mi dice di essere a giro da due mesi, ha percorso i cammini in lungo e in largo. In questa tappa è un continuo conoscere persone piacevoli, ognuno ha una storia da raccontare, un'opinione personale.
Il percorso dei pellegrini fino adesso lo si può sfruttare benissimo, occorre però stare molto attenti a non inforcare il sentiero per il "Pellegrino Alpinista", che davvero esiste, ed è molto brutto. Da affrontare con corde e chiodi.


La strada prosegue in salita all'interno di un bellissimo parco con cavalli selvatici e capre libere di brucare e scorrazzarvi attorno. Conviene essere molto prudenti in questo tratto. La natura qui è davvero selvaggia, ti avvolge, fra nuvole di vegetazione e serpi accaldate verso mezzogiorno, ma nessuna paura, non siete soli, ogni tanto qualche pellegrino spunta, al limite, e vi salva. Forse.


In questo tratto, quasi tutto in salita, consiglio di fare una pausa prima della vetta di Jaizkibel (525 metri sul livello del mare). 
Il sentiero prosegue poi velocemente in discesa e conviene essere bene attenti a dove si mettono le ruote. Si prosegue così fino alla "carrettera" che ci troveremo davanti, dove si scende rapidamente fino a Pasai Donibane, un incantevole borgo sul che si affaccia sul mare. Seguendo le frecce si finisce per incappare nelle scale, ma solo poche, e ci siamo, dall'altra parte della baia ci guarda ferma nel tempo,  Pasai San Pedro.
I muri sono carichi di murales e testimonianze di questa lotta per l'indipendenza Basca, ancora viva. Ne è testimonianza le decine di bandiere Basche che sporgono dalle terrazze di queste case che mi ricordano il Tirolo. Varrebbe la pena di farsi un sidro in questo posto, ma ho voglia di pedalare, ancora non sono sazio di questa meraviglia!


Al porticciolo sulla piazza centrale si paga una cosa come un euro per passare il mare e proseguire nel cammino da Pasai San Pedro. Una volta arrivati dall'altra parte si può imboccare la Carrettera GI-3440 che vi porta tranquillamente a Donostia. Oppure potete proseguire.. per le scale sulla destra della banchina,  come ho fatto io, come fanno i pellegrini da sempre.
Non volendo perdermi la bellezza di questo primo tratto, e, con il tempo e la pazienza dalla mia parte, ce l'ho fatta ad arrivare alla cima, per meravigliarmi ancora della bellezza ovunque. Nel volo dei gabbiani sull'oceano, in festa, di mattina.
In questa vetta che pare un gigante,nei suoi capelli di rovi cullati dal vento, mi sono sdraiato a riposare. Ho fatto due chiacchiere con un tecnico della luce che si era dovuto arrampicare fino li con una scala enorme e la scatola degli attrezzi, "almeno tu sei in vacanza... pensa a me che lo faccio di lavoro!" Mi ha detto, stremato dalla salita.


Ho ripreso la mia direzione continuando sul sentiero originale. Vi consiglio di pensarci bene.  
Fortunatamente la mia forma fisica si è rivelata adatta ad uno sforzo del genere, ma non posso sentirmi di consigliare lo stesso mio percorso a nessuno, neanche al peggiore nemico.


Il sentiero è a malapena largo per i pellegrini a piedi, il precipizio, dietro l'angolo. Ho passato più tempo a scendere e risalire dalla bici, che a pedalare, ma che vi devo dire... A me è passata bene, e nonostante lo sforzo bestiale, sono contento di aver preso questa decisione.


Ci vuole un po di follia per prendere il sentiero che ho preso io, ma occorre prudenza ai massimi livelli se non si vuole trovarsi a valle con qualche frattura scomposta.
E' comunque un grande orgoglio per me potere dire di avercela fatta, in questo tratto, ho avuto timori, certo, ma mai paura a gelarmi le articolazioni. Occorre avere istinto, e non lasciarsi portare dalla fretta a fare qualche passo sbagliato.


Si arriva a Donostia (San Sebastian) dal monte Ulìa. Fate molta attenzione alla discesa di cemento armato che poi prosegue di fianco agli scalini, se bagnata diventa molto scivolosa, sia a piedi che in bici.
Basta poco, sapete del suo avvicanarsi, il contachilometri non può sbagliare, ma dov'è? Il verde del monte ti avvolge, e non sai più che ore sono.. poi alzi gli occhi, ed eccola sulla destra....Donostia!


Sul cammino del Norte con Brunello
Donostia!!!


Fotografato da Brunello
Bici al bell'Ostello Martindozenea di Irun, più caro dell'Albergue.. ma bell'ambiente, davvero.
da Irun Foto Brunello
Inizio del Sentiero da Irun
Sul Cammino del Norte con Brunello
Madonna Nera di Guadalupe
Cammino del Norte
Freccia "Amarilla" (gialla) che ci indica il cammino
Camino del Norte con Bici Brunello
Bella vista dopo pochi Km
Cammino del Norte Irun
Cavallo selvatico con campana al collo
Camino del Norte bici brunello
Mare!
video

Camino del Norte Bici Brunello
Ragazzi fanno il bagno a Passai Donibane, le loro grida rimbalzano nel silenzio della valle
Pasai San Pedro
La scalinata del "dolore" per arrivare al Faro de la Plata, dopo Pasai San Pedro
Murales sul cammino del Norte
La Cleopatra e i Murales
Sassi , Rocce e Fango sul cammino del Norte
Che strada di Me....
Il celebre Porno Pellegrino Marco e Yuri
Amici sul Cammino. Yuri e il "Porno-pellegrino" alla mia Dx.
Case fotografate da Brunello
Case a Pasai Donibane

San Sebastian ciclabile sull'oceano fotografata da Brunello
Ciclabile sull'oceano di Donostia
San Sebastian Pinxto
Pinxto di Baccalà fritto alla "Casa Alcade"
Da visitare nella parte vecchia di Donostia
Spiaggia fotografia di Brunello
La spiaggia di Donostia, quasi deserta.. altro che Semana Grande del 15 d'Agosto!



mercoledì 27 giugno 2012

Brunello, il ritorno


In questo mio ritorno a casa sono tante le cose che mi ricordo di aver lasciato in sospeso. Durante questa bella avventura del Cammino del Norte , mi sono reso conto che il tragitto è qualcosa di più che una semplice strada da divorare con la bici, per questo mi sono assentato dal blog e da tante altre cose. Ho lasciato che il "momento", fosse l'unica cosa degna di pervadermi l'anima.  Ho buttato giù qualche appunto e ora, a mente fredda, provo ad elaborare questa bellissima esperienza che, adesso immerso nuovamente nella mia vita di tutti i giorni, sembra lontana millenni, eppure, così presente nel cuore.

Il mio piano di arrivare a Santiago si è subito infranto nei primi giorni. Vuoi perchè ho scelto di percorrere il cammino originale, molto più duro e affascinante della semplice "Carrettera" (strada asfaltata), vuoi perchè i posti che ho scoperto sono stati così belli che fermarsi poche ore, sarebbe stato un affronto ad una natura così generosa e tentatrice.
Ho quindi deciso da subito di percorrere il Cammino del Norte nella sua sola prima parte, fino a Santander, la parte più dura sicuramente.
Questo percorso è caratterizzato da tornanti pericolosamente in discesa e repentine risalite, anche fino a 500 metri in sei chilometri di fango e rocce, come nella prima tappa Irun (Hondarribia) - Donostia (San Sebastian).

Il verde smeraldo che mi inglobava nei sentieri è ancora nei miei occhi, basta chiuderli ora, e ci sono. Per chi ama la natura come me, un viaggio come questo è sicuramente qualcosa di toccante.
Sono molti i ciclisti che ho visto sfrecciarmi di fianco, senza alcun piacere per quel manto di prati e storia che ci avvolgeva. Trainati dalla loro folle ricerca della velocità e del record sul tempo si sono persi alcuni dei più bei paesaggi che ho visto in vita. Momenti unici, scenari che hanno valso la fatica di scalare i monti baschi, duri,  come dura è la sua gente, ma generosi, nel rivelare dopo tanta fatica , vallate e prati nascosti agli occhi del frettoloso.
E' molto facile perdersi , ma è bello anche chiedere indicazioni a queste persone , che mi ricordano i Sardi, per l'orgoglio e il carattere, sempre curiosi di sapere la tua storia e da dove vieni, sempre prodighi di consigli, migliori di un GPS ultra- tecnologico, che poi ti frega, sicuramente.

E' stato impossibile per uno straniero come me, restare solo nel territorio basco, qui si parla con tutti.

Per dormire mi sono appoggiato alla rete degli Albergue de Peregrinos. Un'associazione che ha in cura tantissimi dormitori, questi sono posti dove si dorme presto, ci si alza alle 8 massimo. E' difficile del resto ipotizzare di fare le ore piccole dopo aver scalato monti, al limite si fa conoscenza, si creano amicizie prima di crollare nel sonno, in mezzo a tanta gente in viaggio come te.
Ricordatevi di portare tappi per le orecchie e mascherina per la luce.... le finestre sono sempre aperte, i russatori sempre in azione!

Al prezzo di una donazione, che di solito varia dai cinque ai dieci euro, c'è un letto quasi sempre pulito che ti aspetta. Meglio portare un sacco a pelo per evitare di dormire su lenzuola non proprio fresche.
Nella camere ci sono delle vecchie coperte di flanella sempre a disposizione, ma... meglio evitare.

La colazione è quasi sempre inclusa e consiste in  pane, burro, marmellata latte caldo e caffè.
In quasi tutti gli alberghi c'è una cucina o una piastra elettrica  che può tornare utile per farsi da mangiare, ma che spesso giace impolverata, dimenticata da tutti.

Tenete conto che questa parte della Spagna è molto economica e famosa per la sua cucina ricca e innovativa, negli ultimi anni, infatti, gli occhi della cucina mondiale si sono messi a guardare a lei come a un nuovo modello di ispirazione per i ristoranti più famosi del mondo.
Buonissimi i Pintxos, la versione basca delle tapas. Unici, mai banali delizie da assaggiare in due bocconi massimo. Spesso i Pintxos vi aspettano in buie taverne adagiati su fette di pane o su mezze baguette. Montagne di calamari, sinfonie di scampi, funghi, peperoni, che incontrano i vostri sguardi affaticati dal Cammino e che vi dicono: "divorami, fallo adesso"! Alla fine si consegnano gli stecchini al ristoratore per il conto, ed è fatta.
Molto buono il vino Txakoli, bianco, novello dissetante. Oppure un buon sidro di mele, che va bevuto subito, senza che riposi nel bicchiere, per non passare da dilettante, scolatelo, o rinunciateci!
Tanti ristoranti hanno anche il Menù del pellegrino, sempre sotto i dieci euro, che comprende due ottime portate, vino o acqua, frutta o Yogurt.

Insomma, difficile patire la fame in questo territorio bello e generoso.

Nei prossimi giorni continuerò nella descrizione di questa mia avventura, una delle più belle, forse quella che posso definire meno una vacanza.. e più un viaggio.

A Presto!
Arrivo a Santander
Pronti Partenza .. Via!
Somari, la mia bici pare un Mulo
Hey Oh Let's GO!
Amici sul cammino
Pinxto Parade

giovedì 14 giugno 2012

da Santander a Irun

ostello di Irun proprio di fronte alla pista ciclabile 
 Il bus che mi accompagna ad Irun parte presto stamattina, già alle sette sono in piedi in quest'ostello molto carino a Santander, b&b in Calle Mendez Nunez. La receptionist ha molta voglia di ragionare dei mobili Ikea con cui ha arredato casa, e certo sono stato io a darle modo, ieri sera, dicendo che ci lavoro! Maledetto me, non smette più!
Quindi ingurgito la colazione compresa nei 19 euro e scappo emergendo dai ricordi nebulosi della mia attività lavorativa, punto alla stazione dei bus, che dista pochi minuti dall'ostello.

la mia bici alla stazione di Irun

Un'altra cosa che ho scoperto stamani è che in Spagna, per fare andare la bici sul bus, bisogna inscatolarla più o meno come per il viaggio in aereo. C'è da dire che a differenza del menefreghismo trovato in aereoporto, qui si sono tutti prodigati per aiutarmi, e alla fatturazione ho trovato tutto quello che mi serviva, scatola da bici compresa.
Un signore sui sessanta anni mi ha aiutato a impacchettare e m'ha fatto i complimenti per il lavoro, persona squisita, che ha ricevuto i miei ringraziamenti quasi come un insulto,  pare proprio che tutti qua siano gentili con i pellegrini, o perlomeno, gli piace parecchio  ragionarci!

credencial del peregrino Brunello