sabato 30 giugno 2012

Seconda Tappa e.. "mezzo".. Zarautz- Zumaia.. Fuga dal temporale

Vedo la lenta migrazione della gente che fino a pochi minuti prima era sdraiata a prendere il sole. Vanno tutti a casa, dopotutto l'ora di pranzo è vicina, dopodiché.. l'immancabile sonnellino, la famosa "Siesta".
Dovrete sempre fare i conti con la Siesta, che anche nei paesi baschi, è quasi un istituzione religiosa.
Tutto chiude, i gestori vi buttano fuori dai locali, oppure , vi guardano come alieni, se solo provate a varcare la porta della loro "tienda" (negozio in spagnolo) all'ora di chiusura.
Non c'è se, non c'è un ma.. La mia preoccupazione aumenta con le prime gocce d'acqua che mi cadono sul casco: "non ho una albergo, e ora, dove vado?".  Ho preso la carrettera che scorre lungo la bella costa, su questo mare che ribolle di onde oceaniche, niente a che vedere con il placido Mediterraneo.  Qui il tempo cambia in un secondo. Come potete vedere nelle foto, il sole del mattino ha lasciato posto al temporale in nemmeno un ora.
Questa volubilità del tempo mi ricorda l'Irlanda, specie quando comincia a cadere tutta intorno a me una fitta pioggerella, tipo vapore acqueo, che ti entra nelle ossa, e che può durare anche mesi, durante l'inverno.
Decido di fare una pausa a Getaria, un bellissimo borgo che scende verso il mare, sovrastato da il "topo", così chiamano i suoi abitanti il monte San Antòn.
Da questo borghetto di quasi duemila anime mi faccio rapire fino a che non smette di piovere. Visito il porticciolo e le sue strade sepolte fra case antiche di pescatori, bellissima la chiesa gotica di San Salvador.


In Bici sul cammino del Norte con Brunello
Il "ratton" sguazza in mare

Sul cammino del Norte con Bici Brunello

Getaria vista dal porto.. la bella Iglesias de San Salvador

Sul Cammino del Norte con Bici Brunello
Una delle due strade principali di Getaria

In paese trovo un alimentari che vende roba buona per il ciclista.. Mandorle, cioccolata, latte.. Tenete sempre in conto di mangiare, altrimenti non si parte, ne si arriva da nessuna parte, la scalata di un monte , da queste parti, è sempre dietro l'angolo.
Riparto che sono le due ormai passate, parlando con un signore, scopro che il prossimo Albergue è a solo sei chilometri e , sentite bene, si tratta di un Albergue specializzato per il pellegrino ciclista!!

Riparto sotto un cielo che ancora non si decide sul da farsi, e così poi sarà anche nei prossimi giorni, ma niente paura, il ciclista con il tempo nuvoloso ha la vita più facile, anche il poderoso vento Basco si ferma, negli attimi prima e dopo un temporale, la strada scorre bene lungo la costa, non c'è troppo traffico, e, prima che me lo aspetti, costeggio la bella spiaggia di "Santiago" che scorre proprio di fianco alla carrettera N-634 che mi accompagna. Ormai sono a Zumaia, una bella cittadina attraversata dal fiume Urola. Questo posto è famoso per le sue conformazioni calcaree sulla costa, spaccata, strappata dalla deriva dei continenti da chissà quale altro paese nel mondo, la roccia nuda, come enteriora, emerge dal verde dei prati, fino a sprofondare nel mare.


Sul cammino del Norte con Bici Brunello
Villa Luz Aterpetxea
Julio Beobide Ibiltokia 3
20750 Zumaia (Gipuzkoa)
Tel: 680 366 154 / 606385144
IL MIGLIORE
ALBERGO DEL PELLEGRINO A ZUMAIA


Una signora passa e mi prende in giro , mentre guardo attento la mappa presa all'ufficio informazioni.
"Guarda di non perderti a Zumaia"!
Poi mi accompagna fino al mio Albergo , dove trovo il benvenuto fraterno di Juan, che mi fa scegliere la camera che preferisco, un dormitorio ben tenuto,  in questa vecchia casa di famiglia, che lui usa per accogliere i pellegrini.
Conosco la moglie, persone semplici, genuine, mi fa la registrazione al prezzo del solito "donativo". Qui si mangia e si beve vino con tutti i pellegrini, che arrivano poco a poco, poi, tutti assieme a parlare del mondo, la sera, come se ci conoscessimo da sempre. Mangio una delle più buone Paella della mia vita, mah forse sarà la fame che mi solletica l'appetito, ma tutto è perfetto in questo garage, adibito a ristorante. Si ride, si scherza, sembra d'essere in quella vecchia barzelletta che diceva:

"c'era un francese, un tedesco e un italiano.."

Sul cammino del Norte con Bici Brunello
Sui marciapiedi di Zumaia non serve poi l'ombrello

video













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